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L'olio extra vergine di oliva, nonostante molte resistenze
da più parti, trova largo impiego anche nella pasticceria
fine. E non solo nelle preparazioni dolciarie tradizionali,
tipiche di alcune tra le più rinomate aree olivicole
del nostro Paese. Oggi, a sostenere con convinzione ed argomentazioni
indiscutibili, la tesi dell'extra vergine utile, e buono soprattutto,
anche in pasticceria, insieme con i nutrizionisti, vi sono pure
alcuni tra i più significativi mastri pasticceri. Quelli
però capaci di superare le abitudini fortemente consolidate.
Nel passato, va detto con molta chiarezza, è solo per
delle ragioni di pura opportunità economica che lo strutto
ha giocato un ruolo di primo piano nelle preparazioni dolciarie.
Più tardi, quando il prezzo dell'olio di oliva e del
burro divennero invece più accessibili, si abbandonò
progressivamente lo strutto. Anche perché, oltre a essere
ritenuto dannoso per la salute, questo grasso venne pure considerato
un grasso poco "nobile", molto "contadino".
Al salutare e gradevolissimo olio di oliva, tuttavia, si preferì
da subito il burro, in quanto le ricette erano state concepite
tutte in maniera da utilizzare in via esclusiva un grasso solido.
Così, a parte alcune eccezioni, dovute alla tipicità
di alcuni dolci, dov'è espressamente previsto l'impiego
dell'extra vergine, in genere non è mai stato facile
individuare un apposito ricettario che poggi interamente sull'olio
di oliva. Si tratta dunque di superare alcune ritrosìe,
frutto di abitudini fortemente consolidate dalla tradizione.
Perché degli eccellenti risultati, di consistenza e di
sapore, sono realmente possibili con l'olio di oliva, sia nella
pasta frolla che nelle paste brioche, nelle paste sablée
come in quelle brisée, oltre che nei bignè e nel
composto per soufflé. Si tratta solo di imparare le opportune
tecniche di lievitazione e di lavorazione, oltre che i giusti
dosaggi.
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