Fino a qualche anno fa, il consumo dell'olio di oliva
era l'espressione di una tradizione consolidata nel tempo.
La sua presenza in cucina era più dettata dall'abitudine
che non da una scelta consapevole e meditata. Soprattutto
nelle aree di maggiore produzione. Poi, a un certo punto,
iniziarono una serie di accurati studi a carattere internazionale
sulle proprietà nutrizionali e salutistiche dell'extra
vergine. Così, messo a confronto con gli altri grassi
vegetali - sul fronte della ricerca epidemiologica, clinica
e sperimentale - ne emerse, con grande evidenza, l'unicità
della sua composizione biochimica e la straordinaria efficacia
quale fattore protettivo della salute dell'uomo. Per il merito
di una incisiva e corretta informazione scientifica, giorno
via giorno è cresciuta sempre più l'attenzione
per il consumo dell'extra vergine, comunemente legato a una
immagine di genuinità e purezza. Soprattutto in ragione
dei metodi con cui si estrae, unicamene meccanici, tali da
non determinare alterazioni nella struttura compositiva. Ecco
dunque i pregi di un prodotto naturale per eccellenza, riconducibili
a una sapiente composizione di acidi grassi insaturi, con
prevalenza dei monoinsaturi (come l'acido oleico) e una equilibrata
quantità di polinsaturi essenziali. E qui, coloro che
sono lontani dalle terminologie gergali degli addetti ai lavori,
un po' si perdono, vale però ribadire l'insostituibile
e impareggiabile unicità della composizione acidica
dell'olio ottenuto dalle olive. E non solo, poiché
a caratterizzare la bontà e qualità di un extra
vergine, è soprattutto una frazione minima (1-2% del
totale) che fa la differenza: si chiama 'insaponificabile'
e comprende circa 220 sostanze. Alcune delle quali hanno un
importante valore terapeutico, altre, invece rivestono il
ruolo di antiossidanti naturali - inibitori dell'inevitabile
processo di irrancidimento - e altre sostanze ancora risultano
infine determinanti nel caratterizzare la nota aromatica.
Tra questi composti del metabolismo della pianta e dei frutti,
sono invece i polifenoli a giocare un ruolo di primo piano,
decisivo nel mantenere integre le caratteristiche nutrizionali
e biologiche.
L'olio extra vergine i oliva, non subendo manipolazioni chimiche
di rettificazione, resta così l'unico grasso vegetale
a contenere apprezzabili quantità di composti fenolici
e, nella scelta di un olio, diventa pertanto fondamentale
verificarne il quadro compositivo. Altri elementi, il prezzo
e la veste, pur rilevanti per catturare il consumatore, diventano
inevitabilmente secondari, se l'obiettivo ultimo è
la salute.