Promosso dall'Azienda Agricola Caricato e dal Sioos, la Società internazionale olio extra vergine di oliva e salute, si è svolto nell'aprile del 1999 a Lecce il convegno "Olio di Oliva. Proprietà nutrizionali e salutistiche".
Negli ultimi anni dello scorso secolo, da più parti è stato rivolto l'invito a puntare in via esclusiva sulla qualità, l'unico modo per tenere alto il buon nome delle nostre produzioni oliandole. "Ma il termine qualità - sostiene il professor Natale Frega, presidente Sioos e docente presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Ancona - viene oggi inteso in senso magico, evocativo, e in molti casi confuso anche con la genuinità".
Il professor Massimo Cocchi, dello Scottish Agricoltural College di Edimburgo, incalza: "Corre purtroppo un grosso equivoco quando si parla di qualità riferita all'olio di oliva. Ne esiste una di tipo chimico, che caratterizza il prodotto, ed una di tipo gastronomico, tale da renderlo piacevole e fruibile nel migliore dei modi possibili, ma non si sente mai parlare di qualità nutrizionale, che non è certamente seconda al concetto di qualità chimica e igienica." E prosegue: "Se la gente oggi conosce poco l'olio di oliva, è perché non si fa ricerca nutrizionale e non si comunicano informazioni esatte. Oggi esce quotidianamente, pur se a fatica, una letteratura che comincia a lodare le sostanze antiossidanti. Si sta facendo una mappa degli apporti nutrizionali verificati nelle sostanze più importanti, per capire come nel processo dell'aterosclerosi e della cancerogenesi queste sostanze intervengano con un meccanismo biochimico preciso e identificabile." "Se andiamo a guardare alla qualità nutrizionale - sostiene con una punta di amarezza il professor Cocchi -, a noi mancano tutti gli elementi utili. Siamo ancora all'anno zero. E purtroppo oggi è possibile effettuare contraffazioni tali da creare un prodotto che ricorda l'olio di oliva, chimicamente e igienicamente perfetto, ma così privo di sostanza da determinare degli squilibri e ingannare l'organismo. Il falso lipide manda infatti dei segnali che disorientano il cervello, modificandone le vie fisiologiche e biochimiche di risposta".
Segue il professor Bruno Berra, direttore del Dipartimento di Fisiologia dell'Università di Milano, che mette in luce le scoperte italiane sui componenti minori, con il bagaglio degli antiossidanti naturali, contenuti nell'olio di oliva, così ben assorbiti dall'organismo, ma di cui si dice poco. "Invece - sostiene Berra -, la presenza di questi componenti va continuamente valorizzata".
Il professor Giuseppe Caramia, primario pediatra presso l'Ospedale "Salesi" di Ancona, sostiene con grande convinzione "l'importanza dell'olio di oliva nell'alimentazione dei bambini, mettendo prontamente in guardia il consumatore di fronte alle varianti genetiche degli oli di semi ad alto oleico, messi nel latte in polvere in sostituzione del più caro ma naturale olio di oliva. Viene spontaneo chiedersi: il destino metabolico di questo alto oleico sarà uguale a quello dell'olio di oliva? Avrà forse lo stesso patrimonio antiossidante? Oggi - conclude Caramia - vi sono alimenti molto elaborati e appetitosi che a ben guardare non offrono un contenuto nutrizionale adeguato".

 
 
 
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