EXTRA VERGINE, EXTRA BUONO
L'olio e i suoi usi gastronomici è un tema assai dibattuto,
seppure manchi in verità una letteratura organica e
altamente scientifica in materia. Una carenza che dovrebbe
essere invece presto colmata e risolta, almeno nelle sue linee
essenziali di riferimento, da degli esperti gastronomi che
oltre a conoscere approfonditamente i cibi e le tecniche culinarie,
abbiano, comprovata, una sicura conoscenza delle molte tipologie
di oli presenti sul mercato in base al territorio di origine,
alle cultivar e alle tecniche agronomiche ed estrattive adottate.
E per carenza di testi specifici non si intendono qui i ricettari,
che anzi sono tanti e pur certamente utili nelle indicazioni
che vanno tracciando. A mancare, più di tutto, è
invece l'approccio a una cucina pratica, che insegni l'arte
di impiegare al meglio l'olio di oliva per tipologia di fruttato
e per provenienza.
Volendo comunque dare un'indicazione generale, seppur molto
sommaria, intorno agli abbinamenti olio-cibo, va detto che
su piatti dal gusto delicato è sempre bene preferire
oli dal fruttato tenue, in modo da non coprire il sapore dei
cibi. Su piatti piuttosto sapidi, al contrario, l'ideale sarebbe
affidarsi a oli di buon corpo, decisamente fruttati e con
buone e persistenti note di amaro e piccante. Ogni piatto
vuole dunque il proprio olio, ma non vi sono regole fisse
e irremovibili, l'interpretazione è compito esclusivo
di chi è in cucina.
Al di là di ogni considerazione in merito, l'olio di
oliva ha di certo un impiego ad ampio raggio e viene perciò
utilizzato come condimento, mezzo di cottura, componente di
emulsioni e nella conservazione, infine, di alimenti sia vegetali
che animali. Nella veste di condimento si nota la sua funzione
plastificante, antiaderente e lubrificante. Come liquido di
copertura, protegge invece gli alimenti dall'aria e provvede
a impermeabilizzarli. Più in particolare, poi, con
gli ortaggi posti sottolio si evidenzia anche un effetto plastificante
e di attenuazione del gusto salato. Come ingrediente di emulsioni,
e in particolare nella preparazione delle salse, l'olio di
oliva va invece esercitando una specifica azione strutturante,
mentre, con gli impasti destinati alla panificazione, si ha
pure una funzione plastificante. Quando invece si procede
con la frittura, scelta sicuramente felicissima giacché
molto resistente e chimicamente stabile, l'olio di oliva consente
un rapido surriscaldamento superficiale che limita la temuta
perdita di liquidi interni e anche la collosità superficiale.
Oggi, inoltre, con il rilancio di immagine legato alle proprietà
nutrizionali e salutistiche dell'olio di oliva, questo preziosissimo
grasso vegetale viene largamente utilizzato anche dalla grande
industria in sostituzione di altri grassi. E, in certi casi,
l'olio di oliva lo si ritrova pure nelle formulazioni dei
prodotti alimentari più impensabili, come ad esempio
le scaglie essiccate di fichi d'india in Arabia Saudita. Non
solo, contro ogni pregiudizio e abitudine già consolidata,
anche l'impiego nella pasticceria fine non è affatto
trascurabile e anzi da promuovere. Nel passato, è solo
per ragioni di pura economia che lo strutto ebbe un ruolo
di primo piano. Quando infatti il prezzo dell'olio di oliva
e del burro divennero più accessibili, si abbandonò
rapidamente l'impiego dello strutto, seppure a favore del
burro, per via dei molti ricettari concepiti in maniera da
utilizzare in via esclusiva un grasso solido. Invece, si tratta
di superare delle inutili ritrosie, frutto più di consuetudini
radicate dalla tradizione che non da ragioni espressamente
tecniche. Eccellenti risultati, di consistenza e sapore, sono
realmente possibili anche con l'olio di oliva. Nella pasta
frolla come nella pasta brioche, nella pasta sablée
come pure nella brisée, nei bignè come infine
nel composto per soufflé. Si tratta evidentemente di
conoscere le opportune tecniche di levitazione e di lavorazione,
oltre che i giusti dosaggi. E l'attenzione, ovviamente, nell'individuare
l'olio giusto, quello dai sentori meno erbacei e fruttati,
s'intende, con scarse note di amaro e piccante.